10 Settembre 2021

Laura e il suo impegno a difesa delle donne dall’Argentina all’Italia

Laura e il suo impegno a difesa delle donne dall’Argentina all’Italia

Laura Pergolesi è nata e cresciuta in Argentina da una famiglia di origine marchigiana e da quasi 18 anni si è trasferita ad Ancona. Ecco la definizione che dà di se stessa: “musicista, sociologa, attivista, sposata e con un figlio, Marino, di 10 anni”. Da amica e per alcuni anni anche da collega, posso affermare che non c’è persona ad Ancona che non conosca Laurita e il suo impegno a favore dei diritti delle donne.

E’ oggi Presidentessa sia del Centro Interculturale Terzavia che del Forum delle Donne della città di Ancona, ma il suo impegno civico per “cambiare il mondo”inizia già ai tempi della scuola in Argentina e seguendo l’esempio della sua famiglia. Trasferitasi nelle Marche e con il desiderio di non abbandonare il terreno della partecipazione, cerca un ente in cui indirizzare il suo impegno e un’amica la invita a partecipare agl’incontri del giovedì che si organizzano in Terzavia dove donne provenienti da vari contesti hanno modo di confrontarsi su temi specifici.

E’ proprio la dimensione interculturale e paritaria tra donne di diversa provenienza che la spinge ad aderire a quest’associazione autenticamente mista, non un “ghetto” dove le donne italiane e straniere apprendono reciprocamente elementi delle varie culture, li fanno propri per realizzare una vera convivenza interculturale che si nutre di attività semplici e dirette: dal corso di cucito a quello di lingua italiana, dal corso di informatica di base, ai corsi musicali di chitarra e coro fino ad arrivare alla fiaccolata mensile contro la violenza sulle donne che l’associazione porta da vari anni nei diversi quartieri di Ancona. Nonostante il radicamento sul territorio l’uso della rete e dei social è molto importante per Terzavia tanto che dispone di una pagina Facebook, un profilo Instagram, uno di Twitter oltre che del sito web da cui poter diffondere notizie, approfondimenti, iniziative. La rete ha permesso anche il mantenimento di alcune iniziative associative realizzate online durante i mesi più duri della pandemia.

Spesso il contatto tra le persone, nato nel contesto associativo, si è poi sviluppato in altri contesti ed è stato facilitato dal web. Purtroppo l’esposizione sui social e il trattare i temi di difesa dei diritti di genere ha scatenato a volte attacchi e critiche on line; su questo l’atteggiamento dell’associazione è sempre stato quello di voler andare alla fonte del problema per capirlo e agire con il fine di accompagnare cambiamenti culturali in grado di neutralizzare i fenomeni d’odio online e offline. Laurita mi spiega che, dal suo punto di vista, gli attacchi on line non sono tanto condotti da isolati leoni da
tastiera, ma rappresentano qualcosa di pensato e organizzato e la maggioranza degli odiatori online fanno
parte di gruppi organizzati per minare i diritti degli altri (delle minoranze in genere) e far emergere i propri
interessi.

L’associazione, mi racconta, attraverso l’attività dello sportello di orientamento, ha anche accolto richieste d’aiuto da parte di mamme con figlie che erano state oggetto di pesanti attacchi online dovuti alle proprie origini familiari; in questo caso l’associazione, non avendo strumenti per risolvere il problema, ha indirizzato queste persone verso altri enti con competenze più specifiche, come il Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza ad esempio.

La risposta, quindi, è quella di attivare una strategia territoriale e una rete tra soggetti pubblici e privati che si occupano della difesa dei diritti umani indirizzando le vittime verso chi può fornire loro un aiuto.

Per maggiori informazioni su Terzavia: http://www.terzavia.it/

A cura di Elisa Cionchetti

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