5 Gennaio 2022

Chi controlla il controllore?

“solo il 6% dei contenuti di odio in lingua araba – la terza più usata su Facebook – è stato rilevato su Instagram. In tutto il Medio Oriente gli algoritmi hanno invece cancellato per sbaglio contenuti non violenti il 77% delle volte, mentre erano alla ricerca di post di terroristi”.

“sin dalle elezioni presidenziali statunitensi del 2016, l’attenzione della gente – e gran parte delle risorse dell’azienda – si è concentrata sull’affrontare il ruolo crescente e divisivo di Facebook all’interno della politica americana”, ma quello che succede in alcune aree del mondo sulle sue piattaforme è forse ancora più preoccupante.

Facebook ha sviluppato per la prima volta un enorme seguito in Medio Oriente durante le rivolte della Primavera araba del 2011 e gli utenti hanno attribuito alla piattaforma il merito di aver fornito una rara opportunità di libera espressione e una fonte fondamentale di notizie in una regione in cui i governi autocratici controllano entrambi. Ma negli ultimi anni, quella reputazione è cambiata.

Decine di giornalisti e attivisti palestinesi hanno visto i loro account cancellati, gli archivi della guerra civile siriana sono scomparsi e un vasto vocabolario di parole di tutti i giorni è diventato off-limits per chi parla l’arabo. Facebook ha consentito e consente a gruppi religiosi, fazioni in lotta e a governi autoritari come quello di Bashar al-Assad in Siria, di utilizzare il social network per diffondere messaggi violenti e hate speech.

https://www.wired.it/article/instagram-link-sex-worker-artisti-censura/

https://www.wired.it/internet/social-network/2021/01/05/nuovi-termini-instagram-sex-worker/

https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/social-network-e-censura-come-funziona-chi-colpisce-e-perche/

https://www.politico.com/news/2021/10/25/facebook-moderate-posts-violent-countries-517050

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